Ucraina, scappa dalla guerra per portare in salvo il figlio colpito dalla Sma: la storia del piccolo Erik di soli 3 mesi ora al sicuro in Trentino
Ha solo tre mesi Erik e una grave malattia rara, la Sma, atrofia muscolare spinale. La madre è scappata dall'Ucraina per portarlo in un luogo sicuro. Supportata dall'Associazione Famiglie Sma è riuscita ad arrivare nelle scorse ore all'ospedale di Rovereto

TRENTO. Ha viaggiato con la mamma, una donna molto giovane, prima in treno verso la Polonia, poi in auto per 17 ore senza mai fermarsi. Erik ha appena 3 mesi e una grave malattia rara, la Sma, atrofia muscolare spinale.
La guerra in Ucraina sta colpendo ogni cosa senza distinzione. Ha colpito anche le cure essenziali per il piccolo Erik. Da qui la decisione della giovane madre di scappare con lui.
Ha viaggiato prima in treno verso la Polonia in un viaggio per nulla semplice e poi in auto. Oltre 17 ore senza sosta per una madre assieme al proprio figlio alla ricerca di un po' di sicurezza.
La sicurezza che il piccolo Erik è riuscito a trovare nel reparto di pediatria al Santa Maria del Carmine di Rovereto, seguito dal direttore dell'Unità operativa Ugo Pradal e dal direttore dell'ospedale Michele Sommavilla,dove dalle prime ore di questa mattina ha trovato una stanza al caldo grazie all'importante supporto che è stato dato dall'Associazione nazionale Famiglie Sma, l'ente creato da genitori in prima linea da anni per combattere la malattia genetica rara diagnosticata ai loro figli. Fin dall'inizio del conflitto scoppiato in Ucraina, l'associazione sta seguendo l'evolversi della situazione cercando di fornire aiuto a tutte le famiglie che si trovano in situazione davvero difficili.
"Erik e sua madre - ci spiega Anita Pallara, presidente dell'Associazione Famiglie Sma - sono arrivati in Italia all'alba di questa mattina dopo un viaggio in treno fino al confine polacco e poi proseguito in macchina per trovare un posto sicuro. Bimbi come Erik vivono già situazioni gravi e hanno assolutamente bisogno di essere protetti" .
L'associazione, ci spiega la presidente, dal momento in cui è scoppiato il conflitto ha preso immediatamente i contatti con l'Ucraina per offrire il proprio aiuto e cercare di supportare le famiglie in difficoltà. "Abbiamo cercato di capire - prosegue la presidente - quali fossero le necessità delle famiglie che avevano deciso di lasciare il proprio paese. Alcune hanno trovato una situazione di sicurezza in Polonia altre, invece, le stiamo seguendo per aiutarle".
Erik, assieme a sua madre, si trova ora la sicuro all'ospedale di Rovereto. "Il piccolo si trova in condizioni stabili e questo è importante" ha concluso Anita Pallara.













